Back to Kashyyyk – il report dell’ETC 2016

 

Alessandro Marmorini condivide il suo report sull’ETC 2016, in cui la squadra italiana di X-Wing si è classificata terza.

etc2016 (7)

Per prima cosa penso sia doveroso ringraziare il Capitain Council tutto (Halil, Jagos, Leonidas, Carol, Sam, Oliver and Marcelo), per il lavoro del quale è stato possibile IL PRIMO ETC DI X-WING della storia, un gruppo di persone fantastiche e piene di passione che in loco è riuscito a dimostrarsi coeso come non mai.
Sono orgoglioso di informarvi infatti che grazie al nostro comune sforzo dal prossimo anno a Salamanca X-Wing sarà non più un side-event ma un main event, al pari di 40k, Fantasy e FoW, alcune cose cambieranno e ad Ottobre avverrà l’elezione del Chairman europeo responsabile dell’intero sistema X-Wing!!!

Detto questo per me è difficile sintetizzare in poche righe quella che è stata la mia esperienza di questo torneo.
Quando mi sono preso la responsabilità di portare la maglia azzurra come capitano non avevo la consapevolezza di quanto duro o doloroso sarebbe potuto essere dover prendere determinati tipi di decisioni o commettere determinati tipi di errori.
Non avevo nemmeno idea di quanti di voi ci avrebbero supportato e tifato, dimostrandoci una coesione della comunità e un affetto che, sinceramente, ci ha lasciato a bocca aperta e giorno dopo giorno ci ha riempito il cuore di orgoglio per la possibilità di rappresentare voi: i giocatori italiani, quelli che si incontrano a ridere e bestemmiare sui mat in giro per l’Italia e che, benché se ne dica (penso lo abbiamo dimostrato), non sono da meno di nessuno.

Ma veniamo a noi. La corsa ad Atene è stata rocambolesca e abbiamo dovuto tirare su la squadra e inviare le liste in meno di una settimana, non avendo mai sperimentato né il sistema a squadre né di pairings sul quale tutto l’ETC si basa.
Abbiamo scelto liste che fossero una buona via di mezzo tra il meta e l’esperienza dei vari player nel maneggiare liste un po’ più particolari, anche se abbiamo sofferto lo scotto delle carte uniche per squadra e forse alcune scelte potevano essere migliori siamo arrivati lì con liste che ognuno di noi giocava da un po’ e io personalmente sono convinto che l’esperienza di un giocatore valga sempre di più dell’avere una carta miglioria “più in meta” nella lista (noi questo concetto lo chiamiamo Poesia, ma questa è un’altra storia…).

Cominciamo contro il Galles (favorita assieme alla Polonia) e gli diamo il buon giorno con un 5-1. Affrontiamo la Serbia subito dopo e gli diamo 4-2, lo stesso con la Grecia, siamo primi.
Poi IO FACCIO UN ERRORE e lo paghiamo caro: sbaglio il secondo pairing con l’Inghilterra per non aver fatto il double-check e a cascata ci mangiano tutti gli accoppiamenti, diventa la partita impossibile. Finisce 1-5.
Il morale va a terra e in ultima partita del day 1 quando la fatica si fa sentire ci tocca la Polonia, che all’apparenza giocano a X-Wing da quando hanno 3 anni e sono la squadra più organizzata e cattiva del torneo, nonché l’unica con il capitano-coach non giocante e ad aver fatto i trial di selezione (tra l’altro con una marea di giocatori). Di ogni singolo match potrei scrivere un post lungo quanto questo, potrei dire che ad un tratto della partita vincevamo 4-2, ma sarò breve e dirò soltanto che ce ne andiamo via dallo stadio con un’altro 1-5 e il quinto posto in classifica. I polacchi erano felici, dicevano di averci buttato fuori…

…Ma i Wookies che sono tornati il giorno dopo avevano un’altra idea: volevano riportare in Italia un trofeo.

Sconfiggiamo la Turchia con un 5-1 (che per un niente non è stato un 6-0) e con un MoV così alto che ci rilancia in corsa, siamo due punti avanti alla Spagna e loro sono il nostro prossimo avversario, è un in or out.
Gli Spagnoli sono bravi: rischiamo di vincere 5-1 fino all’ultimo turno (purtroppo, sarebbe bastato un’altro match vinto per incontrare il Galles in semifinale) ma ci basta il 3-3 che ci serve per entrare in top (con il secondo MoV più alto del torneo).
La Polonia; stavolta tremano loro all’idea di doverci riaffrontare. Giochiamo le nostre Termopili e finiscono 3-3, abbiamo solo un problema, una delle nostre è una vittoria modificata.
Finale terzo-quarto posto vinta ribattendo la Serbia senza troppi problemi; un trofeo, alla fine, lo portiamo a casa…

Permettetemi di ringraziarvi, tutti coloro che hanno speso anche solo un minuto per scrivere un “Forza Wookies” o per informarsi di come stavamo andando. I vostri commenti tra il sabato e la domenica sono stati tra i motivi per i quali non abbiamo mollato. Sembra melenso dirlo ma questa esperienza ci ha cambiato (forse perché fino ad oggi avevamo sempre pensato a X-Wing come un gioco individuale), sabato eravamo piloti con un portavoce, domenica una squadra e un capitano.

Infine permettetemi di spendere due parole ancora e di presentarvi i cinque matti che mi hanno accompagnato in questa follia, e che sono la migliore squadra che un capitano potrà mai desiderare:

IL PIDO – SCUM 1
Meglio noto come “IL MENESTRELLO SPAZIALE” o “THE CAPITAIN SLAYER”
Un giocatore come se ne trovano pochi oltre che un amico dal valore inestimabile. Lui è una pietra, quando sono stato in difficoltà è grazie a lui che sono rimasto in piedi. Ed è stato il nostro Capitan Coraggio, lanciato come primo pairing cieco per 7 partite su 9, tanto qualsiasi avversario avrebbe trovato un giocatore machiavellico con una lista stronza come la sua Dengaroo. Avrei potuto dirgli che lo facevo giocare contro una lista a 200 punti, e lui, freddo e deciso come un pezzo di ghiaccio mi avrebbe comunque risposto “io me la gioco!”.

CARLETTO TOZZI – EMPIRE 2
“CAVALLO PAZZO TOZZI” “L’INARRESTABILE”
Quando Carlo mi ha proposto la sua lista sapevo che era fuori meta, ma sapevo anche che era come dare in mano a Vassiliev Zajzev (il più famoso cecchino della storia) un fucile di precisione. Carlo è un fuoriclasse, punto. Il sorridente avversario che gli stranieri si trovavano davanti, con il suo Fel bizzarro montato con Targeting Computer, nascondeva un killer. Carlo ha fatto 7 vittorie in 9 partite, contro match-up di ogni tipo. Seminando il terrore.

“CELLO” – SCUM 2
“LO SQUAGLIAJUMP”
“IL MAESTRO YODA DEL PEW PEW”
Marcello non ha bisogno di presentazioni, è una leggenda. Quando si è unito alla squadra volevo piangere dalla gioia sia per il torneo, sia all’idea di passare tre giorni con lui. Con Marcello io sapevo che se facevo uscire il pairing giusto avevo 5 punti in tasca, senza se e senza ma, è questo psicologicamente è un vantaggio incredibile per tutta la squadra; inoltre ci ha insegnato davvero come si gioca insieme, side by side. Non finirò mai di chiedergli scusa per il pairing che ho sbagliato, come non finirò mai di essere orgoglioso della fiducia che mi ha dato.

BENNA – REBEL 2
“THE CAPITAN’S HAMMER”
“LO STOPPER”
Matteo è stato l’unico a essere costretto a giocare una lista che ho deciso io. Lui è stato zitto e si è messo a tirare dadi. Il primo giorno ho cercato di tutelarlo, dandogli quelli che pensavo fossero match-up vantaggiosi, mi sbagliavo, è un giocatore che può schiacciare i sassi. Il secondo giorno mentre raggiungevamo lo stadio mi guarda e mi fa: “io voglio quel trofeo sul comodino capitano. Oggi le vinco tutte”. E lo ha fatto, cazzo se lo ha fatto. È stato la nostra grande muraglia, si sono schiantare contro di lui due Dengar-Bossk cattivissime, un Reed e soprattutto, è rimasto imbattuto per DUE VOLTE contro la Polonia. Un martello che batte il ferro.

IL DIDDY – EMPIRE 1
“IL BAMBINO PRODIGIO”
“LO SPEZZAGAMBE”
Credo che mio fratello sia un piccolo (se fa per dire che pare un armadio) fenomeno. Ne ho avuto la prova nei primi tre accoppiamenti, dove si è preso tre match-up di fila che avevamo dato per persi (una Dash-Lothal e due Deciphantom) e li ha spezzati regalandoci 15 punti. Ha fatto gran parte del torneo da difensore incontrando liste e avversari da incubo e non ha mai schierato il suo sciame dandosi per perso, anzi quando c’era da fare il miracolo lo ha praticamente sempre fatto. Sono orgoglioso di avere un pilota così come fratello.

Un ultimo grazie a coloro che ci sono stati a fianco: Pietro e Luigi, i nostri tifosi in trasferta.

Passo e chiudo.

– Il Capitano

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