Non sono i dadi il problema. Sei tu il problema. (parte 4)

Parte 4 del saggio che trovate a questo link che vi spiega il motivo per cui non dovreste dare ai dadi la colpa delle vostre sconfitte.

Trattiamo oggi quello che è uno degli argomenti più pressanti per i giocatori che si approcciano al mondo competitivo di X-Wing, ovvero la golosità.
La golosità è un fenomeno particolarmente conosciuto nel mondo dei wargame, si riferisce a quei giocatori che durante una partita vanno a compiere mosse o mettere in atto strategie particolarmente ardite per chiudere la partita e sconfiggere l’avversario.

Puntualmente, l’ardita scelta tattica si ritorce contro il nutelloso giocatore, che per un motivo o l’altro va a perdere malamente ed esplodere in una palla di fuoco.

Gli inglesi la chiamano “boldness”, in Toscana diciamo “essere bischeri”. Capiamoci, nessuno di noi è Rommel o Napoleone e così facendo solitamente si infrange uno dei dictat della torneistica di wargame in generale e di X-Wing soprattutto: scegli un approccio, imposta una tattica, pianifica almeno 2 turni in anticipo e ATTIENITI AL PIANO.

Siamo onesti, non è difficile. È sufficiente avere le idee chiare, iniziare a fare qualcosa e CONTINUARE FARLO.

Bene, lasciatemi spiegare attraverso un paio di esempi relativamente freschi perché dovreste ascoltare il mio consiglio: i fatti riportati sono accaduti negli ultimi tornei, in cui come avrete notato mi sono confermato campione dei tavoli di mezzo con risultati “insomma” di 2 vittorie, 2 sconfitte e accesso alla top negato dal Margine di Vittoria troppo basso.
Brucia eh, brucia parecchio!

Europei 2017 – dopo 4 ore di pausa per problemi tecnici e un torneo di Hey That’s My Fish per ammazzare il tempo, solamente 2 vittorie consecutive mi avrebbero portato al Day 2. Diciamo che per fortuna avevo già programmato di fare altro, perché un Dash che tira FISSO 4 hit di mano non l’avevo mai visto.

ETC 2017 – Gioco per la Grecia. Divento subito bravissimo nella tecnica del pianto, manco fossi Pegasus alle prese con un burrone. Ricordo piuttosto chiaramente la partita con Maciej Paracszcak – Mr. Parattani, per i più studiati – mi trita come il sale in sette minuti dopo un bump mai visto sulla faccia della terra. Passiamo i restanti 68 minuti a bere birra e cercarmi una nuova occupazione dopo aver appeso le navine al chiodo.

SOS Polonia – sul 4-1 mi piove addosso un avversario uscente dalla Top del main event. Bello baldanzoso, mi ara in 17 minuti. Grazie eh Slaan.

Worlds 2018 – chiudo 1-5 il day 1, non so neanche come ho fatto a vincerne una. Avevo scelto la squadriglia la mattina, non sapevo cosa farmene di Kylo in un meta pieno di bombe.

Europei 2018 – Gasatissimo, mi manca una vittoria per passare al Day 2. Gioco Rey/Lowhrick. Tutto tranquillo, finché non vedo il mio avversario. Pete Wood, Nym/Miranda. Te possino, Pete, te e le tue mine del piffero.

ETC 2018 – Gioco una sola partita in sostituzione di un giocatore francese contro il Pido. Indovinate come è finita? Inizio con un approccio, cambio priorità di fuoco, perdo come un coglione. BRAVO PIFFO EH, ALLEZ LES BLUES. (ps: Zanko traditore della patria)

In realtà…

Volete sapere perché ho perso? Non avevo un piano. Non sapevo come approcciare, quindi ho fatto cose a caso. Ho volato a caso e ho perso, perché non avevo:

  1. le idee chiare sulla squadriglia dell’avversario
  2. le idee chiare sul mio “Turno 0”
  3. le idee chiare sulla mia condizione di vittoria
  4. le idee chiare su come raggiungerla

Non avevo idea di come affrontare gli assi Imperiali di Slaan, non sapevo dove mettere le mani contro le bombe e TLT di Nym e Miranda. Meno che mai avevo idea di come acchiappare un Dash che balla a Gittata 3. Non sapevo cosa buttare giù prima tra Jumpmaster e Torkil Mux. Tutte queste partite sono durate una manciata di minuti, al termine delle quali con una sola nave in campo stringevo la mano all’avversario con un sorriso striminzito. Dichiarandoli i miei arcinemici a vita. A parte il Pido, perché il Pido è bello e ricco di poesia.
Sotto sotto, mi brucia comunque aver sciattato tre accessi alla top!

Tornando al punto principale di questo sproloquio, ci sono alcuni punti fondamentali per finalizzare il nostro percorso di “miglioramento mentale” come giocatori e torneisti. Andiamo a vederli uno ad uno. Vi sembreranno ovvietà, ma sono sicuro che spesso almeno uno di questi lo avrete tralasciato presi dal berserk della furia cieca di buttare giù quella maledetta Miranda che scappa, Turchiano mannaggiatte.

Evitate manovre nutellose, lasciate a casa la golosità e portatevi dietro un po’ di freddezza in pianificazione. Vi servirà.

#1 Prepara una bozza dei vari approcci e disposizioni asteroidi

A casa, prima del torneo cercate di formalizzare almeno uno schieramento di ostacoli e navi da usare come “base”. Non c’è nulla di peggio che farsi prendere dal panico all’inizio di ogni partita perché non sappiamo come schierare due navine di fronte al nostro opponent. Mi è capitato diverse volte, è una sensazione abbastanza fastidiosa. Prendete un foglio di carta a quadretti e createvi dei corridoi d’attacco: sarà il primo mattone nel costruire la fortezza con cui vincerete le vostre partite. O perderete con stile!

Esempi di apertura per una lista di assi imperiali, realizzati da Maurizio Cignoni per l’ETC 2017.

#2 Leggi la lista dell’avversario. Sempre. Due volte.

Molte volte vedendo i modelli sull’altro lato del tavolo saremo portati a pensare “Ah ok, gioca l’archetipo XYZ quindi so cosa fanno le sue navi”. Ma davvero lo sapete? Oppure state dando per scontato che tutti giochino gli stessi archetipi, nello stesso modo ma soprattutto senza aver apportato alcuna modifica? È un errore gravissimo. Non potrete dare la colpa ai dadi che sbiancano se non avete fatto caso che invece di un Missile Arpionante quelle Gunboat hanno dei Siluri Ionici in grado di portare la vostra Ghost fuori dal tavolo…

#3 Ora rileggi la tua lista, e rileggi quella dell’avversario.

Ecco, presa coscienza di quello che può e non può fare il vostro avversario in battaglia, è fondamentale riguardare la propria lista e confrontare mentalmente punti di forza e debolezze. Vedrete che l’approccio vi risulterà un po’ meno ostico!

#4 Determina la condizione di vittoria: distruzione avversario, vittoria ai punti, sopravvivenza allo scadere del tempo

Sulla base dei punti 1-2-3 ora dovreste capire come poter vincere. Potete pensare di disintegrare l’avversario prima che risponda al fuoco? Oppure, è più utile distruggere una delle sue navi ed iniziare una sagace fuga verso l’orlo esterno, mantenendo un vantaggio ai punti? Questa opzione, sopratutto in un mirror match è spesso sottovalutata!
Potreste addirittura pensare di vincere per “sfinimento”: mi capitava agli inizi del gioco quando portavo in campo 4 Navette Lambda che l’avversario non avesse modo di buttarle giù in tempo utile!

#5 A seconda del matchup, studia come arrivare al tuo obiettivo

Non ho mai detto che fosse facile, ma con un piano adatto è possibile conseguire l’obiettivo più conveniente stabilito a inizio partita! Posizionare gli asteroidi in un certo modo ti darà più margine di movimento intorno a bombe e mine, oppure più copertura dalle armi secondarie. Schierare in un angolo piuttosto che nel mezzo allungherà i tempi dell’approccio ed avrai almeno 1 turno in più per prendere le lunghezze all’avversario schierando su angoli opposti di una diagonale.

 

Conclusioni

Nel corso di questi articoli abbiamo capito insieme che le sconfitte non vengono dai dadi. Vengono da un atteggiamento inadatto e da una scarsa pianificazione delle battaglie. X-Wing è un gioco di miniature e strategia in cui ovviamente i risultati dei dadi influiscono, ma ricordate sempre:

Prima di tirare i dadi dovrete prendere almeno 5-6 decisioni fondamentali. fate in modo che siano le scelte giuste, ed eventuali risultati sfavorevoli dei dadi saranno mitigati da scelte tattiche oculate!

A questi link troverete le parti precedenti di questo “saggio non troppo breve”

Parte 1

Parte 2

Parte 3

E ora?

E ora la soluzione è molto semplice. Siamo giunti alla conclusione che quello da cambiare è il mindset, quindi dobbiamo solo rimboccarci le maniche e prepararci alle nostre prossime partite. Il prossimo articolo affronterà la preparazione necessaria ad affrontare un torneo – o comunque una partita “fuori dalla nostra comfort zone” del salotto di casa.

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