Non sono i dadi il problema. Sei tu il problema.

Ovvero: perché perdi ogni volta?

RTN 2014 18 maggio Firenze (8)

Nell’immagine, l’antefatto a un sacco di improperi da parte di entrambi i giocatori.

Prima che iniziate a leggere questo post devo fare alcune premesse. Sono almeno tre, poi sicuramente mi verrà in mente qualcos’altro mentre scrivo. edit: erano tre, ne ho aggiunte tre. CVD.

  1. Sarà un articolo abbastanza lungo e noioso. Senza figure.
  2. Scrivo ben conscio di cosa voglia dire lamentarsi dei dadi e/o della sfortuna. Il buon Roberto F. ha rischiato di beccarsi un dado verde in faccia dopo che nell’arco delle 5 partite del nazionale il mio Firespray-31 aveva schivato ben un colpo. Non fatevi mai prendere dalla stizza, fidatevi. Non è colpa dei dadi.
  3. Non c’è una fazione più forte dell’altra. Punto. Quindi smettiamo di attaccarci a questo discorso: sono stili di gioco diversi che richiedono mindset diversi per portare a casa una vittoria.
  4. Studiare un minimo il meta-gioco è una condizione necessaria per vincere qualche partita per almeno due diverse ragioni. Per prima cosa, vi sarà utile per assemblare una squadriglia con un minimo di logica. Inoltre, vi servirà per sapere chi diavolo avete davanti e più o meno cosa potrebbe fare per mettervi in difficoltà. Vedete un Carnor Jax di là? State tranquilli, potete partire dal presupposto che tra 2 turni ve lo troverete tra le scatole.
  5. Le regole valgono per entrambi. Se il tuo avversario non le applica o le applica in modo sbagliato e tu non lo fai notare a maggior ragione è colpa tua.
  6. I manuali, i regolamenti e le FAQ non sono lì per annoiarti. Aver fatto una demo in negozio non implica che sai giocare alla perfezione e/o conosci il regolamento a menadito. È l’esatto contrario. Il tuo amico ti ha fatto conoscere il gioco, ora sta a te approfondire al massimo partendo dalla base: il regolamento.

Sì lo so, il titolo è un po’ sbruffone. Ma mi piace mettere le cose in chiaro.

Negli ultimi tempi, complice il fatto che molti nuovi giocatori si sono avvicinati ad X-Wing, ho avuto modo di sentire un sacco di campane dopo tornei e giornate di gioco. Capiamoci, non ce l’ho con nessuno – è solo che io stesso per un bel po’ mi sono lamentato di quanto i dadi avessero inficiato sulle partite, o di quanto *quella mossa* avesse cambiato l’esito della mia partita, facendomi perdere. Tutte cazzate.

Dopo un fantastico record di 12 sconfitte su 13 partite accumulate nei tre tornei a cui ho partecipato tra Gennaio 2014 e Giugno 2014 mi sono fermato a riflettere sui motivi per cui, indipendentemente dalla formazione che schierassi o da quanto tentassi di arginare l’avversario prendevo sempre delle sonore batoste. Per farla breve io ero il tizio che ai tornei partiva con “tutto bene eh, a parte i dadi/eh vabé ma l’Impero non ha gli scudi/eh se non avessi perso una nave “. Tutte cazzate.

Se vuoi vincere, è necessario diventare un giocatore migliore. E per diventare un giocatore migliore è indispensabile evolvere un po’ il modo di giocare, ragionare bene in partita ed essere obiettivi al massimo. Quale è dunque la soluzione? Applicare del problem-solving di base al gioco, tentando di individuare i problemi nel proprio modo di giocare.

Iniziamo dunque dalle basi, provando a dividere il tutto per sommi capi.

La curva di apprendimento

È una delle cose che mi è saltata di più all’occhio ultimamente, frequentando forum nazionali e non, siti internet, gruppi di facebook. Per molti il gioco non ha un minimo di profondità. Per quanto mi riguarda, non può esserci affermazione più sbagliata in riferimento a praticamente qualsiasi gioco; mi viene da pensare comunque che siano in tanti quelli che si approcciano ai boardgame in generale in questa ottica. In caso di sconfitta se la rifanno col sistema di gioco piuttosto che con la curva di apprendimento che è necessario incontrare per padroneggiare un qualsiasi gioco. Fidatevi, i produttori non fanno uscire giochi sul mercato a casaccio. Li playtestano, playtestano veramente tanto – considerando anche il fatto che per noi sono giochi, per loro sono stipendi e posti di lavoro.

X-Wing in particolare usa meccaniche differenti dalla maggior parte dei giochi per il movimento e per la determinazione dell’ordine di azione in base all’Abilità di Pilotaggio (AP). È indispensabile nello svolgimento del turno avere sempre presente quale sarà l’ordine in cui si muovono e sparano le navi. Per indispensabile intendto indispensabile: è questo il motivo per cui sui talloncini delle navi e nelle carte è riportato quel grosso numero arancione. Dovete sempre fare attenzione a chi farà la prossima mossa. Sparare su una nave che deve ancora fare fuoco (per esempio) potrebbe essere molto utile, magari potreste risparmiarvi 1-2 danni causati proprio da quella nave. Evitare un tamponamento spaziale perché vi è sfuggito il vostro ordine di manovra poi, ancora meglio. Nessuno dovrebbe rinunciare mai a poter eseguire la Fase di Azione.

X-Wing non è il primo gioco in cui unità di tipo diverso si muovono in modo diverso; unendo a questo il fatto che non ci si può muovere indietro e i movimenti sono vincolati dai Modelli di Manovra si ottiene un problema piuttosto interessante da “scardinare” per comprendere appieno i rapporti tra le varie manovre. Prendetevi un momento per esaminare i Modelli di Manovra e le basette delle navi. Avete notato che la manovra “Dritto 1” è esattamente lunga quanto la basetta di una nave? E che le navi grandi (es: YT-1300) hanno una basetta che è esattamente 2 volte il lato lungo delle navi standard?

Benissimo. Anche le Virate e le Accostate sono basate su rapporti geometrici. Studiatele.  Ci vorrà un po’ per entrare nel meccanismo, ma senza dubbio manovrare con più perizia vi sarà utile. E state lontani da quegli asteroidi, molto lontani!

La fase di Attivazione e Movimento

Ciao, sono Filippo. Ho ventotto anni e un problema con gli asteroidi.

Il paragrafo potrebbe tranquillamente iniziare così: nelle mie prime partite la fase di movimento era una cosa disastrosa. Nella mia prima serata di gioco addirittura sono riuscito a mandare fuori dal tavolo Darth Vader caricato di equipaggiamenti come un mulo da soma perché mi ero prefisso di “aggirare un asteroide, effettuare un’inversione e tornare alla carica da l’altro lato”. Sì, come no.

Errori clamorosi dovuti a ingenuità a parte, diciamo che molto semplicemente andavo a sbattere su troppi ostacoli, nell’illusione che necessariamente il gioco aggressivo fosse l’unica strada da perseguire con l’impero. Se siete dei lealisti imperiali come me, magari perdere qualche Azione nel corso di una partita non sarà un grosso problema, magari potete bilanciare questo fatto con l’alto numero di navi schierate. Ma amici miei, se siete dei giocatori Ribelli che puntano tutto sulla sinergia.. perdere azioni è sconsigliato, svantaggioso, inaccettabile e soprattutto non necessario. Esatto. Non necessario: nulla vi vieta di manovrare a velocità inferiori ed allargare leggermente la formazione per evitare potenziali rischi. Giocate con un po’ di pazienza, giocate “sicuri” (niente mosse azzardate se rischiate di non poter gestire le conseguenze!),  state lontani dagli ostacoli e dalle altre navi, se non avete “programmato” almeno le due mosse successive.

Il vostro problema è che continuate a tamponarvi da soli cercando di raggiungere il nemico? provate una lista costituita da navi con la stessa Abilità di Pilotaggio – questo limiterà (ma non risolverà) il problema, consentendovi di scegliere in che ordine muovere ne navi senza limitazioni di sorta. La chiave in ogni caso è giocare-giocare-giocare. Un gioco come X-Wing necessita di sviluppare non tanto un pensiero tattico avanzato quanto una coscienza dello spazio intorno alle vostre navi. Se state per prendere parte ad un tamponamento a catena di dimensioni ciclopiche toglietevi di lì.

Un altro appunto, dedicato alle navi grandi: non necessariamente nave grande = muccone resistente. Prendiamo il caso del YT-1300: la nave schiva con un solo dado verde, spara a 360° grazie all’arma primaria a torretta. Non dovete stare lì a prendere colpi gratuiti “perché tanto la nave ha 13 punti resistenza tra scafi e scudi”. Volete sapere di media quanto dura un Falcon in mani “novizie” sotto il fuoco di (esempio a caso) 3 interceptor? Due turni. Tre, se schierate Chewbacca. A cosa equivale questo? A circa 50 punti buttati nel cestino. Il meccanismo alla  base del gioco è “voglio sparare ma voglio allo stesso tempo che non mi sparino”, e questo si applica in particolar modo alle navi con un ottimo Indicatore di Manovra.

Bene, ci siamo? Riassuntino?

  1. Muovere con coscienza dell’ordine di attivazione
  2. Stare lontani dagli ostacoli
  3. Programmare almeno 2-3 movimenti in anticipo per delinare una strategia di massima che deve avere comunque un certo margine di variabilità
  4. Sfruttare le potenzialità di movimento delle navi al meglio per evitare il fuoco nemico e mettersi in posizione vantaggiosa.

Non necessariamente questi quattro punti assicurano la vittoria ma senza dubbio il vostro record dovrebbe avere un miglioramento.

Sì sì, li sento quelli là dietro che dicono “guarda ganzo, ha scritto un sacco di ovvietà per bullarsi”. Sì ho scritto un sacco di ovvietà, ma sono ovvietà talmente ovvie che ho visto sciami di Interceptor passare sugli asteroidi “perché è meglio così e c’è una tattica dietro” e un Falcon continuare a tamponare due Ala-Y solamente per paura di effettuare una manovra troppo lunga e svincolarsi da una situazione congestionata per poi crepare sotto a 12 dadi a turno tirati dagli Imperiali. Insomma: preparate un piano di massima e finché possibile rispettatelo. Non scappate dal nemico all’urlo di “tra tre turni ti spacco”: a fatica arriverete alla fine del secondo se il vostro avversario è sveglio!

Componete squadriglie con coscienza e puntate a vincere

Sfatiamo subito un mito: infilare un nave in una squadriglia “tanto per provare” sperando che svolti la situazione non funziona. Non funziona per niente. Ovviamente i giocatori novizi che non conoscono ancora bene i loro pezzi schierati (ndPiffo: si reputa universalmente giocatore novizio un giocatore con X partite giocate con la stessa singola squadriglia, con 1<X<4) sono “giustificati” moralmente dal loro status di piloti freschi di accademia! Resta il fatto che le squadriglie Dogfight assemblate con l’obiettivo “arrivare a 100 punti” a meno che non siano basate su skill dei piloti indipendenti difficilmente rientreranno sane e salve alla base.

C’è da sfatare un secondo (duplice) mito che aleggia tra i giocatori: non esistono squadriglie “da torneo”, semplicemente perché quelle dei tornei sono normalissime partite identiche a quelle che giocate in casa. Solo che alla fine vi verrà attribuito un punteggio ed un ranking in classifica. Ok? Non abbiate paura. Per partecipare ad un qualsiasi evento competitivo (Game Night, Torneo, etc.) è sufficiente conoscere le regole. Vi porto un esempio pratico – giusto a scanso di equivoci: Pische ha acquistato il core set se non sbaglio domenica 18 Maggio 2014, dopo aver giocato una partita demo con me. Si è studiato il manuale, ha composto una squadriglia. L’abbiamo giocata più volte. Il 14 giugno 2014 si è classificato tra i primi 10 al National 2014 a Spilamberto. Se volete migliorare come giocatori a tutto tondo, non abbiate paura di gettarvi nella competizione. Poche volte all’anno si ha l’occasione di giocare 5-6 partite con giocatori che potenzialmente non avete mai incontrato nella stessa giornata.

C’è un solo modo per diventare più bravi: giocare. Giocare, giocare, giocare. Giocare allo sfinimento la stessa squadriglia contro avversari diversi, raffinandone piano piano le tattiche ed eventualmente gli equipaggiamenti. Mies Van der Rohe diceva che “non può esserci un nuovo progetto sul tavolo ogni lunedì mattina” e aveva ragione. Ok la sperimentazione, ma una volta trovata una formula che vi si addice la chiave è allenarsi a giocare efficacemente.

Dopo una partita fermarsi a “decostruire” gli avvenimenti ed analizzare le ragioni alla base dell’esito della partita è fondamentale, non tanto per trovare una giustificazione ma per imparare dagli errori. Si ok, è un luogo comune. Lo so.
Indipendentemente da questo, ai vostri compagni di giochi potete raccontare quello che volete e far vedere un filmato della partita se volete: nel caso abbiate perso, il pensiero dei vostri interlocutori sarà comunque “si vabbè dai, hai giocato male per una volta, taglia corto”. È così, mettiamoci l’anima in pace e prepariamoci alla prossima.

La prossima volta che doveste incappare in una serie di sconfitte, invece di aprire una discussione su quanto gli Ala-B siano dei carri bestiame senza ruota di scorta o quanto i TIE siano fatti di cartapesta perché vi sono entrati sedici critici uno dietro l’altro sul vostro sciame … spegnete il pc. Seriamente. Prendetevi un momento per ascoltare i pareri degli altri, fate vostro qualche consiglio e giocate di nuovo la stessa squadriglia. Come quando si casca da cavallo, la prima cosa è risalire. Non prendetevela col sistema di gioco: il problema siete voi, non i dadi o le fazioni sbilanciate. Il sistema di gioco è una costante, la variabile è il giocatore!

Io ero il mio stesso problema, (per esempio) scimmiottavo squadriglie che avevo visto vincere ai Regional americani e le buscavo comunque come un cane in chiesa. Semplicemente perché non avevo idea di come giocarle e giocavo improvvisando! Con questo non voglio dire che ora necessariamente vinco sempre, ma senza dubbio il mio record si è alzato. Provare per credere.

Detto questo, meglio passare al prossimo paragrafo. Oltre alla capacità analitica, è fondamentale l’atteggiamento giusto secondo me.

Pensiero positivo

Ecco l’ennesimo luogo comune di questo post. Dopo oltre un anno di gioco a fasi alterne più o meno intenso, posso tranquillamente dire che ci siamo passati tutti dalla fase che sto per descrivere. E se non ci siete ancora passati state tranquilli: ci passerete di sicuro. Prima o poi. Vediamo se questa situazione vi fa suonare un campanellino:

Hai scelto tutte le manovre giuste per portarti in posizione ottimale, attirando la feccia ribelle nella trappola di asteroidi che hai sagacemente predisposto ad inizio partita. Sei fuori dall’arco di fuoco degli Ala-X di supporto ad Han Solo. È il momento di scatenare i due Cannoni Laser Pesanti equipaggiati sui Firespray-31. Partono i dadi e …. zero danni inflitti.

Solitamente in questo momento ai più piccoli vengono tappate le orecchie, il cielo diventa viola e l’amaro Vadermeister (grazie, Marcello) schizza ai primi posti delle classifiche di vendita.

Mettiamola così: e se non ci fossero stati dadi nel sistema di gioco? se tu non ci fossi stato? Immedesimiamoci al massimo nella partita. Quando la battaglia è in corso, il giocatore “sparisce”. Ci sono solo i piloti. ok, la run di attacco è andata male, ma gli ordini dalla base sovrasteranno comunque gli improperi e gli insulti che viaggiano negli intercom dei piloti.

Attacco fallito, tieni d’occhio ore 6. Inversione nuova run di attacco. Ha abbattuto il Barone Fel, dobbiamo vendicarlo. Spazziamolo via!

Cerchiamo di uscire dalla mentalità in cui su quel campo di battaglia si affrontano due lanciatori di dadi: sono astronavi con dentro persone “vere” quelle che stanno combattendo, vengono messe a repentaglio vite per il destino della galassia! È una battaglia da vincere necessariamente, non uno scontro in cui se la differenza in punti abbattuti è bassa allora io ho “quasi vinto” e te hai “vinto un po’ di più”. Tutto questo è rispecchiato nelle regole per l’attribuzione dei punti, se ci fate caso. Arrampicarsi sugli specchi della fortuna ai dadi ha poco senso a metà partita, rimboccatevi le maniche e spazzate via l’avversario!

Immaginate i piloti che prendono a cazzotti i pezzi di ferraglia che si ritrovano sotto il sedere quando ottenete un brutto tiro di dadi. Concentratevi sulla prossima manovra per ribaltare la situazione, cercate di fare qualcosa che il vostro avversario non ha previsto per portare a casa la vittoria. Spostate la concentrazione dai dadi al campo di battaglia. Lo so perfettamente che sembra un consiglio inutile, ma ne gioveranno due cose:

  1. il vostro fegato
  2. la vostra voglia di giocare

Ho visto un sacco di giocatori scoraggiarsi dopo qualche tiro (obiettivamente) andato male, ma non c’è motivo di droppare partite, rinunciare a tornei a priori “perché ultimamente non mi vanno i dadi” o cercare conforto negli altri giocatori spiegando che sin dal primo turno i dadi non hanno collaborato.

Evita di essere abbattuto per nulla

Dal manuale di volo del 181° squadrone Jolly Roger – Regola #1
È consigliabile evitare di volare direttamente dentro gli archi di fuoco di molte navi contemporaneamente se possibile. È nocivo per la salute e per il corretto andamento della battaglia. L’Imperatore non ti paga per fare da bersaglio.

Cercare la posizione ottimale per le navi è la chiave del gioco: non parcheggiate i vostri astrocaccia nel bel mezzo del fuoco incrociato nemico. Sono punti regalati! Anche questa vi parrà un’ovvietà, ma il più delle volte ho notato che quando va a calare l’immersione nel contesto di gioco sfuggono alcuni aspetti fondamentali delle tattiche belliche. Tornando a quanto detto nel paragrafo precedente, cercate di calarvi nei panni del pilota: se (paradossalmente) la vostra vita dipendesse da quella manovra, vi gettereste nel mezzo o cerchereste la via più sicura per approcciare il nemico e farlo saltare in aria? Finché voi sarete il pilota di quella navetta e non il giocatore che controlla quella navetta sarà più difficile dimenticare le regole di ingaggio basilari che spesso ci sfuggono.

Sempre avere un piano di riserva. E migliore di quello precedente.

Sempre aderendo a quanto detto sopra, nel vostro squadrone non c’è un singolo cervello in gioco. Ce ne sono molti, uno per pilota. Tenendo a mente l’ordine di movimento/fuoco, immaginate quelle che dovrebbero essere le comunicazioni tra i vari piloti per capire se il vostro piano funziona! Parlatevi da soli, tentando di organizzare una strategia che funziona. Ogni turno è visualizzabile mentalmente come un “problema”, di cui ogni parte può essere risolta (o quantomeno può ricevere un contributo) da un componente della vostra squadriglia. Pianificare i turni seguendo questa linea guida alle volte si dimostra efficace, perché ci costringe a pensare sequenzialmente e a immaginare potenziali scenari derivanti dalle nostre scelte. Noterete che diminuiranno le collisioni tra le vostre navi ed aumenterà la coordinazione in fase di fuoco per ottimizzare l’efficacia delle vostre armi.

Non che l’immersione nel gioco sia tutto, ma aiuta senza dubbio ad alleggerire la tensione di qualche svista o tiro sfortunato! Nessun consiglio è buono come quello di Han Solo:

Fly Casual! (Vola disinvolto!)

Ricordatevi sempre che si gioca per piacere e divertimento!

Che ne pensate? L’immersione nel contesto può aiutare i giocatori nell’impostazione delle strategie? Come dovrebbero agire i nuovi giocatori per affrontare con più facilità la curva di apprendimento della loro squadriglia?

Ne parliamo sul forum!